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Transilvania
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La mwhqTransilvania (mwhgin romeno mwhwTransilvania o mwiaArdeal; mwiqin ungherese mwigErdély; mwiwin tedesco mwjaSiebenbürgen) è una mwjqregione storica che costituisce la parte occidentale e centrale dell'odierna mwjgRomania.

Contents

Storia
Note

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Etimologia

mwkgTransilvania è un'espressione latina che significa ‘oltre la foresta’ (mwkwtrans ‘oltre’, mwlasilva ‘foresta’); la foresta si riferisce ai mwlqMonti Apuseni molto boschivi che separano la mwlggrande pianura ungherese dall'mwlwAltopiano Transilvanico. Il primo documento in cui fu usato il termine mwmaultra silvam, cioè ‘oltre la foresta’, riferendosi a quest'area, risale al mwmq1075. Il termine mwmgPartes Transsylvanæ ‘zone oltre la foresta’ risale allo stesso secolo (nella mwmwLegenda Sancti Gerhardi) e successivamente divenne l'espressione usata nei documenti in mwnalatino del mwnqRegno d'Ungheria (come mwngTranssilvania). Anche il nome ungherese della Transilvania, mwnwErdély, significa esattamente ‘oltre la foresta’. I due nomi sono quindi la semplice traduzione uno dell'altro.

Ardeal/Erdély

Anche i nomi mwogErdély in ungherese e mwowArdeal in rumeno sono ritenuti collegati, non nel significato ma nella fonetica. La prima forma ungherese registrata nel mwpaXII secolo in mwpqmwpgGesta Hungarorum fu mwpwErdeuelu (dove mwqaerdő vuol dire ‘foresta, bosco’, mwqqerdély regione boscosa), mentre quella rumena apparve nel mwqg1432 come mwqwArdeliu. La modifica della prima vocale nel passaggio dall'ungherese al rumeno può essere ritrovata anche in altri mwraprestiti ungheresi come ung. mwrqegres ‘mwrguva spina’ → rum. mwrwagriș, mwsaagreș e i toponimi ung. mwsqEgyed, mwsgErdőd, mwswErdőfalva, mwtaEsküllő → rum. mwtqAdjud, mwtgArdud, mwtwArdeova ed mwuaAșchileu. La loro origine e significato sono discussi e rivendicati dagli ungheresi e dai rumeni.

Punto di vista rumeno

Il significato originario della parola in rumeno sarebbe sconosciuto e le possibili etimologie suggerite sarebbero:

• mwxwdeal significa ‘collina’ in rumeno, mentre mwyaardea significa ‘bruciare’ (lett. ‘bruciava’): è stato suggerito che il nome potrebbe anche significare ‘terra delle colline ardenti’ dopo gli incendi appiccati da pastori rumeni per avvertire gli invasori della loro presenza o perché di origine vulcanica.
• mwygArdarico, il più famoso re dei germani mwywGepidi, governò la Transilvania nel mwzaV secolo ed è possibile che il suo nome sia da allora passato alla regione.

Punto di vista ungherese

L'opinione di linguisti e storici ungheresi riguardo all'etimologia sia di mwzwErdély sia di mwaaTransilvania è:

• mwawErdély deriva dall'ungherese mwbaErdőelü che significa ‘oltre la foresta’, composto da mwbqerdő ‘foresta’ e dall'arcaico mwbgelü ‘al di là, dall'altro lato’ (oggi region. mwbwelvé ‘oltre’, mwcaelv, mwcqel ‘al di là, dall'altro lato’). La prima comparsa scritta di questa forma è in mwcgGesta Hungarorum dove è riportata come mwcwErdeuelu (= mwdaErdőelü).
• La forma latina mwdgTransilvania sarebbe semplicemente la traduzione dell'ungherese mwdwErdély.
• L'antico rumeno mweqArdeliu deriverebbe dalla forma arcaica ungherese, dato che il primo documento che riporta il termine in ungherese risale al mwegXII secolo, mentre il primo documento che riporta il termine in rumeno risale solo al mwew1432 circa.

Siebenbürgen

Siebenbürgen, il nome tedesco che identifica la Transilvania, apparve per la prima volta in un documento risalente al mwfg1296. Il suo significato, ‘sette città’ o ‘sette borghi’, si deve alla fondazione di sette comunità da parte dei tedeschi (noti come mwfwsassoni di Transilvania) nella regione: Klausenburg (mwgaCluj), Kronstadt (mwgqBrașov), Hermannstadt (mwggSibiu), Schäßburg (mwgwSighișoara), Mediasch (mwhaMediaș), Mühlbach (mwhqSebeș), e Bistritz (mwhgBistrița). Anche il dialetto tedesco parlato da residenti in zona si chiama così, per l'esattezza mwhwSiebenbürgisch-Sächsisch. Il nome esisteva anche nella versione latina mwiaSeptem Castra: ‘sette fortezze’.

Secondo un'altra ipotesi il nome tedesco della mwigTransilvania potrebbe aver avuto origine dal fatto che lo stanziamento germanico nella regione ebbe inizio da mwiwSibiu, il cui nome tedesco originale era mwjaCibinburg; il nome si trasformò in mwjqSiebenbürgen e divenne il nome anche dell'intera regione.

Geografia fisica

Il territorio, oggi conosciuto come Transilvania, è composto di una regione di 16 distretti (romeno: mwnamwnqjudeț), che coprono circa 103 600mwng km² nella Romania centrale e nordoccidentale, comprendendo quasi metà del territorio della Romania. I 16 distretti sono mwnwAlba, mwoaArad, mwoqBihor, mwogBistrița-Năsăud, mwowBrașov, mwpaCaraș-Severin, mwpqCluj, mwpgCovasna, mwpwHarghita, mwqaHunedoara, mwqqMaramureș, mwqgMureș, mwqwSălaj, mwraSatu Mare, mwrqSibiu e mwrgTimiș.

La regione della Transilvania comprende la Terra dei mwsaSiculi, la terra dei mwsqSassoni, la Transilvania centrale il mwsgMaramureș, il mwswBanato, e il mwtaPartium. Confina a nord con l'mwtqUcraina, a ovest con l'mwtgUngheria e a sud-ovest con la mwtwSerbia. I rilievi della Transilvania, un mwuaaltopiano interno alla catena montuosa mwuqCarpazi, la cui altitudine varia dai 300 ai 500mwug m mwuws.l.m., si addolciscono digradando verso la mwvapianura Pannonica. È attraversata dai fiumi mwvqMureș, mwvgOlt, mwvwCris, mwwaSomeș, e da altri affluenti del mwwqDanubio.

mwwwCluj-Napoca ne è la capitale, altri centri urbani di rilevanza sono mwxaOradea, mwxqTârgu Mureș, mwxgTimișoara, mwxwBrașov, mwyaSibiu.

Popolazione

Secondo i dati del censimento del 2021cite-ref-3[3], la Transilvania ha una popolazione di mwzw6 461 780 abitanti, costituiti da una maggioranza mw0aromena (76,42%); gli mw0qungheresi (17,36%), mw0gromanì (4,53%) ed altre entie, in particolare mw0wtedeschi, mw1aruteni, mw1qslovacchi, mw1gbulgari, mw1wcechi, mw2aarmeni ed mw2qebrei (1,69%). Degli oltre mw2g600 000 abitanti mw2wsassoni che abitavano la Transilvania non rimane quasi più nulla fatta eccezione per qualche città di grandi dimensioni, ad esempio mw3aSibiu dove si contano meno di mw3q10 000 tedeschi.

Dagli inizi del mw3wQuattrocento, per tutta l'età moderna, le etnie con potere decisionale della Transilvania, anche se i romeni erano maggioritari, furono: i mw4amagiari, i siculi e i sassoni. In particolare, i siculi, a differenza di molti altri gruppi etnici della Romania, erano concentrati in un'area ai confini del mw4qRegno d'Ungheria, la mw4gTerra dei Siculi (in ungherese mw4wSzékelyföld), nelle zone che oggi comprendono i distretti di mw5aHarghita, mw5qCovasna e mw5gMureș. Il censimento fatto nel 1869 evidenzia che i rumeni erano maggioritari ma la percentuale è cresciuta ancora, dopo l'unione della Transilvania con la mw5wRomania (mw6a1918).

Questo fenomeno è dovuto a tre processi: l'emigrazione delle minoranze tedesche e ungheresi verso altri paesi, mw6gassimilazione e migrazione interna. La migrazione interna è da considerarsi sia da un lato dei romeni, da regioni non transilvaniche verso la Transilvania, sia dall'altro lato, di ungheresi dalla Transilvania verso regioni non-transilvaniche, principalmente mw6wBucarest. Il processo di assimilazione rallentò durante le prime fasi del mw7aregime comunista, in cui venne istituita la mw7qRegione autonoma degli ungheresi per dare maggiore autonomia ai mw7gsiculi e accelerò con il governo di mw7wNicolae Ceaușescu.

Fra gli mw8qanni cinquanta e mw8gottanta i mw8wsassoni vennero indotti a emigrare verso mw9astati tedeschi, per somme di indennizzo fra i 1.000 e 2.000 mw9qmarchi tedeschi, a testa, lasciando tutto ciò che hanno costruito o risparmiato in otto secoli: immobili, chiese e cimiteri.

Dopo il 1990, molti abitanti della Transilvania sono emigrati verso altri paesi europei (principalmente Spagna e Italia) per ragioni spesso di natura economica.

Storia

I Daci e la conquista romana

mw-gErodoto offre una descrizione degli mw-wAgatirsi, i quali abitarono in Transilvania durante il mwaqaV secolo a.C. sotto il re mwaqeOroles. Con mwaqiBurebista, il più grande re della Dacia e contemporaneo di mwaqmGiulio Cesare, il regno daco raggiunse la sua massima estensione. L'area che attualmente costituisce la Transilvania fu il centro politico della mwaqqDacia.

I Daci sono spesso menzionati sotto mwaqyAugusto, a detta del quale essi furono costretti a riconoscere la supremazia mwaqcromana. Comunque essi non furono sottomessi, e successivamente (o più tardi) colsero ogni occasione di attraversare il mwaqgDanubio ghiacciato durante l'inverno e saccheggiare le città nella mwaqkprovincia romana recentemente acquisita della mwaqoMesia.

I Daci costruirono parecchie città fortificate, tra le quali mwaqwSarmizegetusa, vicino all'odierna mwaq0Hunedoara.

L'espansione dell'mwaq8Impero romano nella mwarapenisola balcanica portò i Daci in aperto conflitto con Roma. Durante il regno di mwareDecebalo, i Daci furono impegnati in numerose guerre con i Romani (mwari85-mwarm89 con mwarqDomiziano: si veda mwaruCampagne daciche di Domiziano). Dopo due pesanti disfatte, i Romani ebbero la meglio ma furono obbligati a firmare una pace a causa della sconfitta di Domiziano per opera dei mwaryMarcomanni. Come conseguenza, ai Daci fu lasciata l'indipendenza, con l'obbligo di pagare un tributo annuale all'imperatore.

Nel mwarg101-mwark102 mwaroTraiano incominciò una campagna militare (mwarsGuerre daciche) contro i Daci, che incluse anche l'assedio della capitale mwarwSarmizegetusa e l'occupazione di parte del paese. Decebalo fu lasciato come un re cliente sotto un mwar0protettorato romano. Tre anni dopo, i Daci si ribellarono e sconfissero le truppe romane in Dacia. La seconda campagna (mwar4105-mwar8106) terminò con il suicidio di Decebalo e la trasformazione della Dacia nella provincia romana della mwasaDacia Traiana. La storia delle Guerre daciche ci è tramandata da mwaseDione Cassio, ma un ottimo resoconto storico è la famosa mwasiColonna Traiana a mwasmRoma.

La Dacia Romana

I Romani sfruttarono ampiamente le miniere d'oro della provincia, costruendo strade d'accesso e forti per proteggerle, come mwasyAbrud. Nuovi coloni, provenienti dalla mwascTracia, dalla Mesia, dalla mwasgMacedonia, dalla mwaskGallia, dalla mwasoSiria e da altre province romane, si stabilirono nella nuova provincia, portando allo sviluppo di città come mwassmwaswApulum (oggi mwas0Alba Iulia) e mwas4mwas8Napoca (oggi mwataCluj-Napoca) in mwatemunicipi e mwaticolonie.

I Daci si ribellarono frequentemente; la loro più accesa ribellione fu alla morte di Traiano. I mwatqSarmati e i mwatuBuri furono autorizzati a insediarsi nella Dacia Traiana dopo ripetuti contrasti con l'amministrazione romana. Durante il mwatyIII secolo aumentarono le pressioni dei Daci liberi (i mwatcCarpi) e i mwatgVisigoti costrinsero ad abbandonare l'esposta Dacia Traiana. Nel mwatk271 l'imperatore romano Aureliano diede ordine all'esercito romano di abbandonare la Dacia Traiana e riorganizzò una nuova Dacia “Aureliana” nella precedente Mesia Superiore. L'abbandono della Dacia Traiana da parte dei Romani è menzionata da mwatoEutropio nel suo “Breviarum liber nonvs”.

Non ci è dato sapere in che misura l'abbandono della Dacia, voluto da Aureliano, coinvolse la popolazione civile romanizzata o fu semplicemente un'operazione militare, purtuttavia alcuni storici ritengono che un numero più o meno consistente di Romani e Daci romanizzati si sia rifugiato tra i monti della Transilvania, conservando la lingua latina e tornando successivamente a insediarsi, in età basso-medioevale, nelle pianure mwatwvalacche e mwat0moldave. Secondo una diversa ipotesi e in conseguenza dello spopolamento dell'mwauiIlliria e della Mesia, i Romani e presumibilmente un certo numero di Daci romanizzati abbandonarono le città della Dacia storica, insediandosi nella Mesia: questa venne suddivisa in due nuove province che ebbero il nome di Dacia, ma si trovavano sulla riva destra del Danubio.

L'antica Dacia Traiana fu sotto il controllo dei Visigoti e dei Carpi sino a quando non vennero sottomessi dagli mwauqUnni nel mwauu376. Gli Unni, sotto la guida di mwauyAttila, si stabilirono nella mwaucpianura pannonica sino alla morte di Attila nel mwaug453.

Invasioni barbariche

Dopo la disintegrazione dell'impero di Attila, il territorio della Transilvania fu controllato dai residui dei vari confederati (mwau8Alani, mwavaLongobardi, Rukhs-As) di Attila e dei Gepidi. Nessun'altra potenza fu capace di esercitare il controllo sulla regione per molto tempo, finché gli mwaviAvari dalla mwavmScizia non affermarono la loro supremazia militare alla fine del VI secolo. Il mwavqKhanato avaro, tuttavia, fu sconfitto da mwavuCarlo Magno da ovest e schiacciato dai mwavyBulgari sotto mwavcKrum agli inizi del mwavgIX secolo; così, la Transilvania insieme con la parte est della mwavkPannonia fu incorporata nel mwavoprimo impero bulgaro.

Secondo il Gesta Hungarorum, una cronaca datata il mwavwXII secolo, le terre di mwav0Geloucite-ref-4[4], condottiero dei mwawiBlachi (secondo alcuni storici da riconoscere come mwawmValacchi, secondo altri come mwawqBulgari) di Transilvania, del duca mwawuGlad nel mwawyBanato e di mwawcMenumorut nel mwawgBihar, furono conquistate dai Magiari, che entrarono in possesso dell'intera Transilvania durante il mwawkX secolo. Le mwawoGesta Hungarorum e il mwawsDe Administrando Imperio parlano anche di tre governanti chiamati Geula, Gyyla e Gylas (vedi mwaw0Gyula). L'esistenza di questi capi è dibattuta tra i vari storici. A detta di alcuni storici, i mwaw4Bulgari potrebbero aver conservato un minimo controllo “nominale” di parte del bacino carpatico sino all'incirca l'anno 1000.

Nel mwaxa978 alcuni missionari cristiani fondarono una chiesa in un forte situato dove si trova l'attuale città di mwaxeOradea.

La storia della Transilvania durante l'mwaxmAlto Medioevo è difficile da accertare a causa della scarsità di documenti attendibili o di testimonianze archeologiche. Ci sono due principali teorie in conflitto tra loro riguardo a se la popolazione mwaxqdaca romanizzata abbia continuato a vivere nei boschi della Transilvania dopo il ritiro dei Romani nel 271 e se pertanto i Daci barbari fossero presenti o no in questa regione al tempo delle mwaxuinvasioni barbariche.

Tardo Medioevo: La Transilvania come parte del Regno d'Ungheria

Nell'anno mwaxk1000 Vajk, mwaxoprincipe d'Ungheria, giura lealtà al mwaxsPapa e diventa re mwaxwStefano I d'Ungheria, adottando il mwax0Cristianesimo e cristianizzando gli ungheresi. Lo zio materno di Stefano, Gyula, reggente della Transilvania, si contrappose al nuovo re dando rifugio ai suoi avversari. Gyula mantenne anche il controllo delle importanti mwax4miniere di sale transilvane. Nel mwax81003, Stefano condusse un esercito contro Gyula il quale si arrese senza combattere. Ciò rese possibile l'organizzazione dell'episcopato cattolico in Transilvania, che si concluse nel mwaya1009 quando il vescovo di mwayeOstia, come legato del mwayiPapa fece visita a Stefano; assieme approvarono la divisione delle diocesi e i loro confini. Il potere dei mwaymre d'Ungheria sulla Transilvania fu consolidato nel mwayqdodicesimo e mwayutredicesimo secolo.

Nel mwaycXII e nel XIII secolo, le aree del sud e nel nord-est furono occupate da coloni di origine mwayggermanica, i mwaykSassoni. mwayoSiebenbürgen, il nome tedesco per Transilvania, deriva dalle sette città fortificate principali dei cosiddetti Sassoni di Transilvania. L'influenza sassone diventò più marcata quando, ai primi del mwaysXIII secolo il re mwaywAndrea II d'Ungheria fece appello ai Cavalieri dell'mway0Ordine teutonico per difendere il mway4Burzenland dai mway8Cumani, i quali furono seguiti dai mwazaMongoli nel mwaze1241. I Cumani si convertirono al cristianesimo e dopo essere stati sconfitti dai Mongoli, cercarono rifugio in Transilvania. Erzsebet, una principessa cumana, sposò mwaziStefano V d'Ungheria nel mwazm1254.

L'amministrazione della Transilvania fu nelle mani di un mwazuprincipe, che dalla seconda metà del XIII secolo controllava l'intera regione.

Dopo il soffocamento della mwazsrivolta di Bobâlna nel mwazw1438, il sistema politico si basò sulla “Unio Trium Natiorum” (mwaz0L'unità dei tre popoli). I mwaz4Magiari, i mwaz8Siculi e i mwaaaSassoni. Tuttavia ciò corrispose a una divisione sociale e religiosa piuttosto che etnica. I rumeni erano mwaaeortodossi, ma per avere il diritto di possedere terreni o accedere alla nobiltà dovevano convertirsi al cattolicesimo; solo in questo modo sarebbero stati accettati nel sistema. In altre parole solo pochi rumeni entrarono a far parte della nobiltà dopo la conversione al cattolicesimo.

Una figura chiave che emerse in Transilvania nella prima metà del mwaauXV secolo fu mwaayJános Hunyadi. A Hunyadi, per i suoi servigi, furono conferiti numerosi patrimoni e un posto al consiglio reale di mwaacSigismondo re d'Ungheria e mwaagimperatore del Sacro Romano Impero. Dopo aver supportato la candidatura di mwaakLadislao III di Polonia al trono d'Ungheria, fu ricompensato nel mwaao1440 con il grado di capitano della fortezza di Nándorfehérvár (mwaasBelgrado) e il voivodato di Transilvania. I suoi successivi sforzi militari contro l'mwaawImpero ottomano gli fecero guadagnare lo status di governatore d'Ungheria nel mwaa01446 e il riconoscimento papale di mwaa4principe di Transilvania nel mwaa81448. János Hunyadi fu anche il padre di mwabaMattia Corvino re d'Ungheria.

Principato di Transilvania

Dopo la morte del re mwabqLuigi II nella mwabubattaglia di Mohács (mwaby1526), combattuta contro gli mwabcOttomani, l'ascesa di mwabgFerdinando d'Austria al trono ungherese fu ostacolata dal governatore della Transilvania, mwabkGiovanni Zápolya; nella conseguente lotta dinastica s'inserì anche mwaboSolimano il Magnifico, che dopo la morte di Zapolya occupò l'Ungheria centrale con l'intenzione di sostenere la causa del figlio del precedente governatore, mwabsGiovanni Sigismondo.

Il 13 gennaio mwab01568 la Dieta di Transilvania riunitasi a mwab4Turda dichiarò la piena libertà religiosa. Nessuno poteva essere perseguitato o menomato per causa della sua confessione. Questa legge rimase uno dei capisaldi dell'identità transilvana.

La situazione si stabilizzò per qualche decennio con la tripartizione dell'Ungheria, che lasciò la Transilvania semi-indipendente e, nel mwaca1571, i Báthory presero il controllo della regione e instaurarono il mwacePrincipato. Il suo dominio si tradusse nella sostanziale difesa delle libertà religiose della popolazione, mentre il Principato era in conflitto con gli austriaci, gli ottomani e il principe di Valacchia mwacqMichele il Coraggioso. Quest'ultimo prese possesso della Transilvania e la unì con i Principati di Moldavia e Valacchia; tuttavia l'unificazione fu rapidamente sovvertita dagli Asburgo che, con un esercito mercenario condotto dal mwacugenerale mwacyGiorgio Basta, eliminarono il principe Michele e instaurarono un governo autoritario, il quale si prodigò nel restituire ogni dominio alla nobiltà e restaurare il cattolicesimo mediante la controriforma.

Il Principato di Transilvania riacquistò tuttavia la propria indipendenza fra il 1604 e il 1606, quando il calvinista Stefano Bocskai, eletto principe di Transilvania (5 aprile 1603), condusse con successo una ribellione contro il governo asburgico. La dinastia che ne seguì condusse il Principato attraverso un periodo di massimo sviluppo, riuscendo ad ampliare i propri domini a sette contee dell'Ungheria settentrionale.

La sconfitta turca nella mwadubattaglia di Vienna (mwady1683) sancì il progressivo ritorno della zona della Transilvania sotto il controllo asburgico, che attraverso le istituzioni della Chiesa cattolica incominciò a incrinare i rapporti fra protestanti e cattolici, riducendo inoltre l'influenza della nobiltà protestante. Alla Dieta dell'"Ungheria Reale", la parte dell'Ungheria sottoposta agli Asburgo fin dalla metà del XVI sec., tenutasi a Presburgo nel 1687, l'imperatore Leopoldo I promise di osservare tutte le leggi e i privilegi ungheresi, ma impose il riconoscimento ufficiale dell'ereditarietà del trono d'Ungheria agli Asburgo, abrogando le pretese degli altri nobili. Nel 1690 Leopoldo incominciò la ridistribuzione delle terre conquistate ai turchi, dunque anche in Transilvania. I nobili protestanti e gli altri ungheresi che si erano dimostrati infedeli alla causa regia, persero i loro possedimenti che vennero assegnati a stranieri. Il graduale scollarsi delle diverse dimensioni sociali del Principato e l'unificazione della Chiesa ortodossa di Transilvania con la Chiesa cattolica, sotto le spinte della controriforma cattolica e delle vittorie militari asburgiche, testimoniarono la perdita d'indipendenza della Transilvania, che nel mwads1711 perse il Principato per essere sottoposta al controllo diretto di governatori asburgici, in quanto parte del riunificato Regno d'Ungheria.

Il Settecento

La repressione dei protestanti e la divisione delle terre frustrò gli ungheresi, e nel 1703 una sommossa contadina portò a un periodo di 8 anni di rivolta contro il governo degli Asburgo. In Transilvania, che divenne nuovamente parte dell'Ungheria dalla fine del XVII secolo (come provincia, nota come "Principato di Transilvania" con una propria Dieta di sede a Gyulafehérvár), la popolazione venne riunita sotto mwad8Francesco II Rákóczi, un magnate cattolico. Gran parte dell'Ungheria presto si schierò dalla parte di Rákóczi, e la Dieta ungherese votò per annullare i diritti di successione al trono degli Asburgo. A ogni modo, quando gli Asburgo si riappacificarono a ovest dei loro possedimenti (guerra di successione spagnola) e si rivolsero completamente alla causa dell'Ungheria la rivolta fu soffocata e si concluse nel 1711, quando il conte Károlyi, generale delle armate ungheresi concluse il Trattato di Szatmár. Il trattato prevedeva ancora una volta la sottomissione degli ungheresi agli Asburgo ma l'obbligo da parte dell'imperatore di convocare periodicamente la Dieta ungherese e di garantire l'amnistia a tutti i ribelli.

Il successore di Leopoldo, re Carlo III (1711–40), era intenzionato a costruire relazioni operose con l'Ungheria dopo il Trattato di Szatmár. Carlo chiese alla Dieta di Budapest di approvare la Prammatica Sanzione, con la quale si prevedeva che i monarchi asburgici non potessero reggere l'Ungheria come imperatori, ma come re soggetti alla costituzione e alle leggi ungheresi. Egli sperava che la Prammatica Sanzione avrebbe potuto mantenere intatte tutte le terre del vasto impero asburgico anche se sua figlia Maria Teresa avesse dovuto succedergli come unica erede al trono. La Dieta approvò la Prammatica Sanzione nel 1723 e l'Ungheria divenne così una monarchia ereditaria sotto il comando degli Asburgo per tutto il periodo in cui la dinastia rimase al potere. A livello pratico, però, Carlo e i suoi successori governarono perlopiù autocraticamente, controllando tutti gli aspetti della vita pubblica e sociale dell'Ungheria, di cui la Transilvania era parte integrante, con l'eccezione dell'imposizione delle tasse che dovevano essere istituite con il consenso dei nobili locali.

Carlo organizzò il paese con un'amministrazione centralizzata e nel 1715 fondò un nuovo esercito stabile sotto il suo diretto comando, interamente composto da persone non-nobili. Questa politica ridusse gli obblighi militari dei nobili senza abrogare la loro esenzione dalla tassazione. Carlo inoltre bandì la conversione al protestantesimo, richiedendo agli impiegati civili di professare obbligatoriamente il cattolicesimo.

Maria Teresa (1741–80) regina d'Ungheria nel 1741 presenziò per la prima volta la Dieta di Budapest portando con sé il figlio da poco avuto e seppe guadagnarsi il supporto dei nobili ungheresi i quali vedevano nel mantenimento degli Asburgo sul trono ungherese la sicurezza della difesa dei loro interessi. In Ungheria, Maria Teresa fondò diverse scuole speciali per attirare molti nobili ungheresi a Vienna. Le forze ungheresi furono decisive nella vittoria di Maria Teresa nella Guerra di Successione Austriaca.

Giuseppe II (1780–90), sovrano dinamico e fortemente influenzato dall'Illuminismo, ereditò il trono da sua madre, Maria Teresa. Tentò di centralizzare il controllo dei domini di Casa d'Austria reggendolo come un despota illuminato, al punto da giungere a rifiutare l'incoronazione ufficiale in Ungheria per non sentirsi obbligato poi a sottostare alla costituzione del luogo. Nel 1781-82 Giuseppe emise la Patente di Tolleranza seguita dall'Editto di Tolleranza che garantì a protestanti e ortodossi i pieni diritti civili e agli ebrei la libertà di professione. Egli decretò inoltre che il tedesco avrebbe rimpiazzato il latino nei documenti ufficiali come accadeva nel resto dell'Impero e concesse ai contadini la libertà di lasciare i loro padroni, di sposarsi e di porre i loro figli a condurre altri lavori. Ungheria, Slavonia, Croazia, Frontiera Militare austriaca e Transilvania, soggette ancora a differenti leggi e organi amministrativi, pur essendo già parte del Regno d'Ungheria, divennero un unico territorio, noto col medesimo nome di Regno d'Ungheria.

Le riforme di Giuseppe oltraggiarono i nobili e il clero ungherese e i contadini non furono soddisfatti alimentando il malcontento per le tasse, per la coscrizione obbligatoria e per la requisizione di rifornimenti. Gli ungheresi percepirono inoltre la riforma della lingua introdotta da Giuseppe come un vero e proprio tentativo di egemonia culturale e reagirono continuando a utilizzare la loro lingua madre. I nobili di bassa estrazione furono in aperto contrasto con l'alta aristocrazia, della quale meno della metà era ungherese. Il risveglio nazionale ungherese contribuì anche a smuovere gli animi di slovacchi, rumeni, serbi e croati in Ungheria e Transilvania che si sentivano schiacciati dall'egemonia tedesca e ungherese.

Negli ultimi anni del suo regno, Giuseppe portò avanti una costosa e sfortunata campagna contro i turchi che indebolì l'impero. Il 28 gennaio 1790, tre settimane prima della sua morte, l'imperatore emise un decreto cancellando tutte le sue precedenti riforme come la Patente di Tolleranza e l'abolizione degli ordini religiosi.

Il successore di Giuseppe, Leopoldo II (1790–92), reintrodusse la tecnicità burocratica che delineò l'Ungheria come un paese separato dal resto della monarchia asburgica. Nel 1791 la Dieta passò la Legge X, che stabilì lo status dell'Ungheria come regno indipendente governato da un solo re in accordo alle leggi locali. La Legge X divenne successivamente la legge di base per tutte le riforme statali che interessarono l'Ungheria dal 1825 al 1849. Le nuove leggi richiesero sempre l'approvazione sia del re sia della Dieta e il latino venne restaurato come lingua ufficiale super partes. Leopoldo morì nel marzo del 1792 poco prima dello scoppio del regime del Terrore della Rivoluzione Francese.

L'Ottocento

Dopo la fine dell'epoca rivoluzionaria e napoleonica, gli Asburgo divennero imperatori d'Austria ed ebbero confermati i loro diritti ereditari sull'Ungheria e dunque sulla Transilvania. Nel 1843 sotto il regno di Ferdinando V (1835–48) venne varata una legge che prevedeva la proclamazione dell'ungherese lingua nazionale, con molte e pesanti obiezioni da parte di rumeni che abitavano il territorio transilvano. Nel 1848-49 i moti rivoluzionari liberal-nazionali di Kossuth investirono tutto il Regno d'Ungheria, fino al loro soffocamento da parte delle truppe russe. Ma nel 1867 sotto l'imperatore Francesco Giuseppe fu proclamato l'Ausgleich tra l'Impero d'Austria e il Regno d'Ungheria, una sorta di "bilanciamento" tra le due monarchie che vennero costituite, col nome di Impero Austro-Ungarico, in unione personale sotto il medesimo sovrano. Quando nel 1876 l'Ungheria venne divisa in sette grandi circoli, uno di essi era la Transilvania. La situazione rimase invariata fino allo scoppiare della Prima Guerra Mondiale.

La Transilvania come parte della Romania

Nonostante il fatto che re mwaesCarlo I e mwaewFerdinando I fossero tedeschi e appartenessero al mwae0casato di Hohenzollern, il mwae4Regno di Romania rifiutò di entrare a far parte degli mwae8Imperi centrali e rimase neutrale quando scoppiò la mwafaprima guerra mondiale. Nel mwafe1916 la Romania si unì alla mwafitriplice intesa, firmando una convenzione militare che riconosceva i diritti della Romania sulla Transilvania. Come conseguenza di questo patto, la Romania dichiarò guerra alle potenze centrali il 27 agosto 1916: oltrepassando i mwafmCarpazi e giungendo in Transilvania, le costrinse a combattere su un altro fronte. Il mese successivo, in mwafqDobrugia e nei Carpazi, ebbe inizio una controffensiva tedesco-bulgara, la quale fece retrocedere l'esercito rumeno, portando alla conquista di mwafuBucarest. L'uscita della Russia dalla guerra nel marzo mwafy1918, con il mwafcTrattato di Brest-Litovsk, lasciò la Romania sola nell'est Europa, così che fu firmato il mwafgtrattato di Bucarest) tra Romania e Germania, nel maggio dello stesso anno. Tuttavia esso non fu mai ratificato dalla Romania, la quale rientrò in guerra poco dopo.

Nell'ottobre del 1918 l'esercito rumeno avanzò fino al mwafofiume Mureș, in Transilvania. Nella seconda metà del 1918 le nazioni all'interno dell'Austria-Ungheria proclamarono la loro indipendenza. I leader del Partito Nazionale della Transilvania si riunirono e secondo il diritto di mwafsautodeterminazione dei popoli (previsto tra i mwafwmwaf0Quattordici punti di mwaf4Thomas Woodrow Wilson) proclamarono l'unificazione della Transilvania alla Romania. A novembre il consiglio centrale nazionale rumeno, che rappresentava i rumeni di Transilvania, notificò al governo di Budapest di aver assunto il controllo di ventidue contee e parte di altre tre. Un'assemblea generale il 1º dicembre ad mwaf8Alba Iulia promosse una delibera per l'unificazione di tutti i rumeni in un singolo stato, la cosiddetta mwagaDichiarazione di Alba Iulia. Il consiglio nazionale dei tedeschi di Transilvania approvò il proclama, così come fecero gli Svevi del Banato. In risposta, l'assemblea generale ungherese riunita a mwageCluj riaffermò la propria lealtà all'Ungheria il 22 dicembre mwagi1918.

Nello stesso mese l'esercito rumeno, che stazionava lungo il fiume Mureș, attraversò il confine e avanzò verso Cluj e mwagqSighet, dopo aver fatto richiesta agli alleati, per proteggere i rumeni della Transilvania. Nel febbraio mwagu1919 elementi mwagybolscevichi stavano conducendo una campagna per diffondere la "Rivoluzione" e creare una zona neutrale tra Romania e Ungheria.

Il primo ministro dell'appena indipendente Ungheria rifiutò di riconoscere il mwaggTrattato di Versailles, che poneva la Transilvania sotto sovranità rumena. Quando il Partito Comunista d'Ungheria, condotto da mwagkBéla Kun, giunse al potere nel marzo 1919, proclamò la mwagoRepubblica sovietica ungherese e, dopo aver promesso che l'Ungheria avrebbe riguadagnato le terre che furono sotto il proprio controllo durante l'impero austro-ungarico, decise di attaccare la mwagsCecoslovacchia e la Romania. L'esercito ungherese cominciò l'offensiva in Transilvania nell'aprile 1919 lungo i fiumi mwagwSomeș e Mureș. Una controffensiva rumena si fermò lungo il fiume mwag0Tibisco a maggio. Una nuova offensiva ungherese a luglio penetrò per 60mwag4 km dentro le linee rumene prima di un altro contrattacco rumeno che condusse all'occupazione di mwag8Budapest in agosto, ponendo fine alla Repubblica Sovietica Ungherese. L'esercito si ritirò dall'Ungheria tra l'ottobre 1919 e il marzo mwaha1920.

Il mwahiTrattato di Versailles, firmato il giugno del 1919, riconobbe la sovranità della Romania sulla Transilvania. I trattati di mwahmSaint-Germain (1919) e del mwahqTrianon (giugno 1920) perfezionarono lo status della provincia e definirono il confine tra Ungheria e Romania. mwahuFerdinando I di Romania e mwahyMaria di Sassonia-Coburgo-Gotha furono incoronati ad Alba Iulia nel mwahc1922.

Nell'agosto mwahk1940, durante la mwahoseconda guerra mondiale, mwahsAdolf Hitler restituì parte della Transilvania all'mwahwUngheria in seguito al mwah0Secondo arbitrato di Vienna. Il 12 settembre del mwah41944 le autorità rumene conclusero un armistizio con l'mwah8Unione Sovietica che, in cambio della cessione della mwaiaBessarabia e della mwaieBucovina del nord, restituiva alla Romania tutta la Transilvania. I mwaiitrattati di Parigi del 1947 dopo la fine della guerra confermarono i termini dell'armistizio con l'URSS, rendendo definitivo il ritorno di tutta la Transilvania alla Romania. I confini, in base al trattato, corrispondevano a quelli del 1920. Nel mwaim1952 il governo comunista rumeno, dichiarando di voler meglio tutelare i diritti delle minoranze presenti nella regione (e in primo luogo di quella ungherese), concesse a una parte della Transilvania (tre contee lontane dai confini ungheresi, la cosiddetta "Terra dei Siculi") un regime di autonomia interna, costituendo la Regione autonoma degli ungheresi, ma l'opinione degli ungheresi fu di senso opposto, poiché ritenevano che non fossero quelli dichiarati dal governo rumeno i motivi che lo portarono a costituire la regione autonoma: così la Regione fu soppressa nel mwaiq1968. In realtà, per altro, soprattutto dopo la stabilizzazione del vicino regime d'Ungheria dopo la mwaiurivoluzione ungherese del 1956, il governo rumeno tentò di attuare una vera e propria politica di snazionalizzazione ai danni della minoranza ungherese, attraverso ad esempio la limitazione del numero di corsi d'insegnamento della lingua magiara.

Anche la minoranza tedesca fu perseguitata, soprattutto durante il periodo comunista, perché identificata con la vecchia minaccia nazista. mwaicNicolae Ceaușescu negli mwaiganni settanta concluse un importante accordo con la mwaikGermania Ovest in base al quale mwaioBonn concedeva un contributo economico alla Romania in cambio dell'immigrazione in Germania di parti consistenti di questa minoranza.

Con la caduta del regime, dopo la mwaiwrivoluzione romena del 1989, nella regione si verificò un revival nazionalista della minoranza ungherese, che portò al drammatico mwai0conflitto interetnico di Târgu Mureș del marzo 1990.

Economia

La Transilvania è ricca di risorse minerarie come mwajuferro, mwajypiombo, mwajclignite, mwajgmanganese, mwajkoro, mwajorame, mwajssale, mwajwgas naturale e mwaj0zolfo. Esistono poi grandi stabilimenti industriali chimici, mwaj4acciaierie e mwaj8industrie tessili. Altre risorse economiche sono nell'ambito dell'mwakaagricoltura, con mwakefrutteti e mwakivigne, e nella trasformazione del mwakmlegname.

La Transilvania contribuisce per circa il 35% al mwakuPIL della mwakyRomania, mentre la sua ricchezza pro capite è di circa $15mwakc 150, intorno all'11,5% in più rispetto alla media nazionale.

Censimenti della popolazione dal 1869

| Anno | Totale | Rumeni | Ungheresi | Tedeschi |
|---|---|---|---|---|
| 1869 | 4.224.436 | 59,0% | 24,9% | 11,9% |
| 1880 | 4.032.851 | 57,0% | 25,9% | 12,5% |
| 1890 | 4.429.564 | 56,0% | 27,1% | 12,5% |
| 1900 | 4.840.722 | 55,2% | 29,4% | 11,9% |
| 1910 | 5.262.495 | 53,8% | 31,6% | 10,7% |
| 1919 | 5.259.918 | 57,1% | 26,5% | 9,8% |
| 1920 | 5.208.345 | 57,3% | 25,5% | 10,6% |
| 1930 | 5.114.214 | 58,3% | 26,7% | 9,7% |
| 1941 | 5.548.363 | 55,9% | 29,5% | 9,0% |
| 1948 | 5.761.127 | 65,1% | 25,7% | 5,8% |
| 1956 | 6.232.312 | 65,5% | 25,9% | 6,0% |
| 1966 | 6.736.046 | 68,0% | 24,2% | 5,6% |
| 1977 | 7.500.229 | 69,4% | 22,6% | 4,6% |
| 1992 | 7.723.313 | 75,3% | 21,0% | 1,2% |
| 2002 | 7.221.733 | 74,7% | 19,6% | 0,7% |
| 2011 | 6.789.250 | 70,6% | 17,9% | 0,4% |

Fonte:cite-ref-5[5]

La Transilvania nella cultura di massa

Nel 1897 la Transilvania viene scelta da mwaroBram Stoker come terra natale del suo celebre personaggio, il mwarsconte Dracula. Lo straordinario successo del mwarwromanzo, nonché delle numerosissime mwar0opere derivate, rende la regione nota a livello internazionale, ma anche la cristallizza nella rappresentazione che ne dà Stoker. Nell'mwar4immaginario collettivo la Transilvania è ritratta spesso come una terra arretrata, disseminata di piccoli villaggi medievali terrorizzati da mwar8vampiri dimoranti in castelli gotici. L'identificazione della Transilvania col genere horror va al di là del suo mostro più rappresentativo, rendendola l'ambientazione prescelta anche per storie che non trattano di vampiri. Un esempio celebre è il film mwasamwaseFrankenstein Junior (1974) di mwasiMel Brooks.

Stemma storico della Transilvania

La mwasuDieta nel mwasy1659 rappresentò i popoli principali della Transilvania in uno stemma, le cui componenti erano state ideate nel mwasc1596 da mwasgLevin Hulsius. Tuttavia mentre gli ungheresi, i sassoni e i siculi furono rappresentati, i rumeni non lo furono, nonostante la loro proposta di inserire una rappresentazione della mwaskDacia. Poiché le divisioni amministrative rumene erano mwasocontee (județe), lo stemma storico oggi è utilizzato solo all'interno dello mwaswstemma della Romania. Esso raffigura:

• elemento dominante, su uno sfondo blu, è una figura ornitomorfa di colore nero che rappresenta il mwas8Turul, l'uccello mwatamitologico ugrico che guidò il popolo ungherese dall'mwateAsia in mwatiEuropa. L'uccello è rivolto verso il sole, simbolo dell'occidente, consacrando così l'appartenenza di questa terra che si trova al confine con l'oriente. Corrisponde alla fascia sociale della nobiltà medievale, che era principalmente mwatmmagiara. Il mwatqSole e la mwatuLuna crescente, sopra il Turul, rappresentante i mwatySiculi.
• una fascia rossa divisoria
• sette torri rosse su fondo giallo rappresentanti le sette città fortificate dei sassoni di Transilvania oppure possono essere identificate come le sette torri del castello di Bran.cite-ref-6[6]cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]

L'Inno della Transilvania

Il mwawiSiebenbürgenlied è l'inno dei mwawmSassoni di Transilvania (mwawqSiebenbürger Sachsen) in mwawulingua tedesca.

(tedesco)

«Siebenbürgen, Land des SegensLand der Fülle und der Kraft, mit dem Gürtel der Karpatenum das grüne Kleid der SaatenLand voll Gold und Rebensaft»

(italiano)

«Transilvania, terra di benedizione, terra di ricchezza e di forza, con la cinta dei Carpazi verdi per l'abito verde dei semi, terra piena d'oro e nettare d'uva.»

(1. strofa)

(tedesco)

«Siebenbürgen, Meeresbodeneiner längst verflossnen Flut; nun ein Meer von Ährenwogen, dessen Ufer waldumzogen, an der Brust des Himmels ruht!»

(italiano)

«Transilvania, il fondale marino di un'alluvione che è scomparsa da tempo; ora un mare di spighe, le cui rive sono circondate da boschi, adagiate sul petto del cielo!»

(2. strofa)

(tedesco)

«Siebenbürgen, Land der Trümmereiner Vorzeit, stark und groß, deren tausendjährige Spurenruhen noch in deinen Flurenungeschwächtem Ackerschoß!»

(italiano)

«Transilvania, terra di rovine di un'età preistorica, forte e grande, le cui tracce di millenni riposano ancora nei tuoi corridoi nel grembo ininterrotto!»

(3. strofa)

(tedesco)

«Siebenbürgen, grüne Wiegeeiner bunten Völkerschar! Mit dem Klima aller Zonen, mit dem Kranz von Nationenum des Vaterlands Altar!»

(italiano)

«Transilvania, verde culla di una folla variopinta di popoli! Con il clima di tutte le zone, con la corona delle Nazioni sull'altare della Patria!»

(4. strofa)

(tedesco)

«Siebenbürgen, grüner Tempelmit der Berge hohem Chor, wo der Andacht Huldigungensteigen in so vielen Zungenzu dem einen Gott empor!»

(italiano)

«Transilvania, tempio verde con l'alto coro, dove le devozioni salgono all'unico Dio in tante lingue!»

(5. strofa)

(tedesco)

«Siebenbürgen, Land der Duldungjedes Glaubens sichrer Hort, mögst du bis zu fernen Tagenals ein Hort der Freiheit ragenund als Wehr dem freien Wort!»

(italiano)

«Transilvania, terra di tolleranza,

sicuro rifugio di ogni fede, possa tu, fino ai giorni lontani, erigerti come baluardo della libertà e difesa della libera parola»

(6. strofa)

(tedesco)

«Siebenbürgen, süße Heimatunser teures Vaterland! Sei gegrüßt in deiner Schöneund um alle deine Söhneschlinge sich der Eintracht Band!»

(italiano)

«Transilvania, dolce patria, nostra cara patria! Saluti nella tua bellezza e intorno a tutti i tuoi figli fionda si uniscono alla banda dell'unità!»

(7. strofa)

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-superficie-11. 103 093 mwaxmkm² con il mwaxqPartium e il mwaxuBanato
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-22. 7 723 313 con il Partium e il Banato
cite-note-33. mwaxw(mwax0mwax4RO) mwax8mwayaPopulaţia rezidentă după etnie (Recensământ 2021) (mwayemwayiXLSX), su mwaymrecensamantromania.ro.
cite-note-44. Edouard Sayous, Histoire generale des Hongrois, Budapest/Paris 1900, pag.25
cite-note-55. Árpád Varga E., mwayoHungarians in Transylvania between 1870 and 1995, Original title: mwaysErdély magyar népessége 1870–1995 között, Magyar Kisebbség 3–4, 1998 (New series IV), pp. 331–407. Translation by Tamás Sályi, Teleki László Foundation, Budapest, 1999
cite-note-66. Louis Craig Cornish, mway8Transylvania, the Land Beyond the Forest, 1947
cite-note-77. Ioan Silviu Nistor, mwazmStema României: istoria unui simbol, Editura Studia, 2003
cite-note-88. John Man, mwazcAttila, Mondadori, 2005

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itTransilvania, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaMarina Emiliani Salinari e Franco Valsecchi, TRANSILVANIA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.
• citerefdizionario-di-storiaTransilvania, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Transilvania, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• (EN) Transilvania, su Comic Vine, Fandom.
• Edouard Sayous, Histoire, pag.25: mwaz4https://archive.org/details/histoiregnra00sayouoft
• mwa0aHistoire de la Transylvanie, su mek.oszk.hu.
• mwa0iThe Real Transylvania - about contemporary Transylvania
• mwa0qHistorical Literature about Transilvania and Neighbouring Territories, Klaus Popa, Germany
• mwa0ySubjective Transylvania: A case study of post communist nationalism, Alina Mungiu Pippidi, Bucharest, Romania
• mwa0gTolerant Transylvania-Why Transylvania will not become another Kosovo, Katherine Lovatt, in Central Europe Review, Vol 1, No 14 27 September 1999.
• mwa0oAn Outline of Transilvanian-Saxon History, Klaus Popa, Germany
• mwa0wThe History Of Transylvania And The Transylvanian Saxons, Dr. Konrad Gündisch, Oldenburg, Germany
• mwa04L'inno di Transilvania, su youtube.com.